| Catena di montaggio |
Due a carattere socio politico: la rivoluzione francese e la rivoluzione russa, altre due di carattere economico che ebbero conseguenze non solo economiche, ma sociali e politiche: la rivoluzione industriale e la globalizzazione.
Non parlerò delle prime due altrimenti dovrei scrivere un trattato e non un breve articolo che ha lo scopo di mettere a confronto le due rivoluzioni e le conseguenze che hanno causato.
Prima della rivoluzione industriale, iniziata in Inghilterra verso fine del 1700, la base dell'economia era l' agricoltura. Le attività manifatturiere erano da supporto e si limitavano a costruire utensili, carrozze, aratri ecc. Tali attività venivano svolte in laboratori artigiani nei quali vi era un mastro, dei lavoratori esperti e degli apprendisti che utilizzavano dei semplici macchinari.
Il tenore di vita erano abbastanza buono e il loro lavoro non era alienante. Tutti venivano a conoscere ogni parte della lavorazione, producevano con un sistema non standardizzato quantità limitate di prodotti.
Con l'avvento della macchina a vapore il modo di produrre cambiò.
Si concentrarono in maniera scientifica macchinari a vapore, si utilizzarono una gran massa di lavoratori non specializzati, ciascuno dei quali svolgeva una frazione del lavoro atto a produrre il prodotto finale, che divenne standardizzato. In questo modo la produzione dei prodotti aumentò in modo vertiginoso. Si utilizzarono sopratutto persone adulte e ragazzi provenienti dalla campagna facendoli lavorare dalle 12 alle 14 ore giornaliere, senza ferie, con scarsissimi riposi e con stipendi da mera sopravvivenza. Fu un periodo bruttissimo per gli operai e sappiamo che gradualmente, attraverso il sindacato riuscirono a migliorare le loro condizioni di vita fino ad ottenere molti diritti a salvaguardia della dignità del lavoratore, buoni livelli di welfare e un tenore di vita soddisfacente, ma non tutto il mondo venne interessato da questo processo con conseguente povertà, miseria ecc.
L' Africa e l' Asia furono esclusi, ad eccezione del Giappone. Gli ex paesi comunisti, pur adottando l'industrializzazione, riuscirono a migliorare le condizioni di vita dei loro popoli, ma non certo come l'occidente capitalistico. Fu proprio il crollo dell'Unione Sovietica e dei suoi Stati satelliti, a causare l'idea che il privato fosse bello e buono unito ad altri elementi, quali l' idea che le aziende non dovessero più avere uno scopo sociale, ma che si doveva aumentare i profitti ad ogni costo e perciò produrre la dove fosse conveniente, la tecnologia che permetteva di poter produrre ovunque anche con personale poco qualificato, i mezzi di trasporto rapidi, la possibilità di trasferire i capitali in tutto il mondo in modo facile e la caduta di ogni ostacolo al libero trasferimento delle merci.
Negli USA fu la destra a realizzare queste cose, in Europa fu la sinistra riformista e precisamente fu Prodi che aprì alla Cina .
In questa maniera una parte consistente della produzione si trasferì in Cina ed Asia. Negli Stati Uniti e Europa, per compensare il possibile calo di consumi, si ricorse al finanziamento dei consumi, come mutui, carte di credito ecc.
Ma il debito ad un certo punto non fu più sostenibile, per cui si ebbe la caduta del sistema bancario, della finanza con le conseguenze che ben conosciamo.
Non potendo più sostenere i consumi con il credito, l'economia reale entrò in recessione causando disoccupazione, cassa integrazione, chiusura di fabbriche e delocalizzazioni.
Caddero governi ed in Italia, con il sostegno del capo dello stato, fu imposto Monti, rappresentante del potere economico finanziario dell' Europa dei banchieri.
Instaurato nel governo, ha cominciato a tassare, mandando ancora più in crisi la nostra economia. Ora si sta accingendo a tagliare i diritti dei lavoratori privati, per renderli più vulnerabili ed abbassare stipendi, salari e pensioni. Tramite poi la tassazione, l'inflazione da costi gradualmente ci porterà ad essere competitivi con la Cina ed Asia
Ecco il grande sogno che si sta realizzando.
Produrre ovunque, omologando in tutto il mondo le condizioni di vita di tutti i lavoratori, riportandoci alla prima fase della rivoluzione industriale.
La globalizzazione doveva essere fatta gradualmente e con regole che imponessero ai paesi emergenti di esportare in Europa in relazione all' aumento del tenore di vita che questi stati riuscivano ad assicurare ai loro cittadini.
E' notizia di pochi giorni fa che Monti ha parlato con il responsabile del fondo sovrano di investimenti cinese, al quale ha assicurato che può investire in Italia tranquillamente in quanto la riforma del lavoro sarà fatta entro pochi mesi. Bah, staremo a vedere...
Luciano Gatto
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