lunedì 26 marzo 2012
Lo Spread - Tra realtà e finzione
Questa psicodramma dello spread non mi ha mai convinto. Se all'inizio avevo dei dubbi, ora ho la certezza che è stata una audace mossa per mandare a casa Berlusconi ed imporre la dittatura della UE.
Voglio premettere che non sono Berlusconiano, ma nemmeno un fanatico che pur di distruggere un avversario è disposto a rinunciare alla logica ed al buon senso, requisiti che dovrebbero sempre essere presenti nelle persone, altrimenti al male si aggiunge altro male.
Prima di dire quali sono gli elementi in mio possesso per affermare che lo spread non e' stato che un tentativo ben riuscito per imporre all'Italia le direttive europee, pensate da una elite di tecnici non eletti dal popolo, per costringere gli Stati dell' Unione Europea a sottostare al pensiero unico del rigore, del controllo della spesa pubblica, della riduzione dei salari ecc. Questa manovra e' riuscita perché Berlusconi aveva troppi nemici ed il suo comportamento, specialmente negli ultimi tempi, è stato non degno di un Presidente del Consiglio.
Nell' ultima tornata elettorale PDL e Lega vinsero largamente ottenendo una grande maggioranza parlamentare, tuttavia la capacità dell' esecutivo di governare fu difficile a causa di fattori determinanti come la crisi economica mondiale, dissidi interni culminati con la rottura con Fini che fondò FLI, per gli attacchi continui della Magistratura e per gli scandali legati alla vita privata del Premier.
Diciamo che altre nazioni europee ebbero dei tracolli peggiori di quelli italiani. La Grecia fu sottoposta da parte dell' Europa a tagli criminali, dopo che la Francia e Germania avevano venduto auto, beni di consumo durevoli e soprattutto armi comprando il disavanzo pubblico attraverso le loro banche. Sappiamo che l'austerity imposta da Germania e Francia fu insensata, egoista. Doveva essere più lieve. Infatti prima della cura europea il debito pubblico era a 120% del PIL, dopo la prima cura al 130% e dopo al 150%. Questa ricetta, oltre a portare disoccupazione, miseria, fallimenti peggiorò tuttI i parametri macro economici. Se si fosse intervenuti in modo più generoso e tempestivo, il salvataggio di questo piccolo paese sarebbe costato molto di meno all' Europa senza creare tante sofferenze e miserie.
Diciamo che il ministro Tremonti aveva fatto manovre per ristabilire i conti e diciamo che il nostro debito pubblico corrente crebbe meno di altri Paesi come la Francia, Germania, ma a pesare come un macigno era il debito regresso.
Le banche tedesche e non i grandi gruppi finanziari internazionali, cominciarono a vendere titoli del Debito Pubblico Italiano e poi, visto che poteva essere lucroso, si unirono i gruppi finanziari sopra citati portando i tassi di interesse italiani a livelli elevati. La differenza tra il tasso di interesse del debito tedesco e quello degli altri si chiama SPREAD. Lo spread arrivò fino a quasi 500 punti. L' Europa detto le condizioni al nostro paese per migliorare la situazione finanziaria, ma il governo Berlusconi non riuscì a rispettarle e così si ebbe la sua caduta e l'insediamento di Monti, un uomo della burocrazia europea, fedele alle idee neo liberiste, con l'appoggio incondizionato del nostro presidente Napolitano, il tutto coronato da feste e manifestazioni di gente anti Berlusconiana che credeva davvero nelle balle propinate da certi mezzi di informazione secondo i quali l' aumento dello Spread fosse causato da Berlusconi, mentre basterebbe fare un confronto da alcuni paesi per vedere che l'aumento e la diminuzione dello spread va di pari passo seppur con lievi differenze.
Ora c'è da chiedersi se lo spread fu aumentato per far cadere Berlusconi o fu una casualità.
Diciamo che ci sono dei motivi che fanno propendere che l'aumento dei tassi di interesse del nostro debito pubblico siano stati causati intenzionalmente, visto che noi abbiamo si una grande voragine nei nostri conti, ma finora avevano retto. E poi perché sono state le banche tedesche per prime a vendere i titoli italiani? Certamente è un' ipotesi che può avere una certa credibilità.
La seconda ipotesi è che in seguito alle disposizioni dell'associazione bancaria europea che imponeva alle banche di valutare i titoli del debito europeo in base al loro valore di mercato o corrente e non a quello nominale, ( penalizzando in particolar modo le banche italiane, spagnole, portoghesi a vantaggio di quelle tedesche e francesi) determinò la vendita dei titoli italiani da parte degli istituti bancari con conseguente aumento dello spread.
Comunque siano andate le cose, si instaurò al governo il rappresentante dei poteri finanziari europei, con le manovre che ben conosciamo.
Il capitale speculativo e finanziario guadagnò dai 12 ai 15 miliardi di euro grazie allo spread, pagato dai contribuenti italiani in seguito alla manovra Monti. Lo spread guarda caso si abbassò subito dopo, perché ovviamente non si può far morire la vacca che ti dà il latte.
Bastava che la Banca Centrale Europea mettesse in circolazione una maggior liquidità per bloccare la speculazione e non far pagare al nostro popolo un costo così elevato, ma la Germania e Francia si opposero.
Questo articolo è stato scritto cercando di essere obbiettivo e di raccontare le cose come sono successe, senza prendere posizioni particolari.
Comunque voglio aggiungere che l' Europa così come è stata costituita è una dittatura dei poteri economici e finanziari. Bisogna che abbia un parlamento che possa fare le leggi (unico parlamento al mondo che non può legiferare ed ha solo un compito consultivo) un governo europeo eletto dal popolo e non come ora che siamo in presenza di una commissione europea nominata dai governi e dai poteri finanziari che ha il potere legislativo e quello esecutivo. Inoltre una banca centrale che possa fare da garante di ultima istanza dei debiti pubblici dei vari paesi, che possa aumentare o diminuire la liquidità del sistema per favorire sviluppo ed occupazione.
Luciano Gatto
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Credo di avere idee simili alle tue su questo aspetto.
RispondiEliminaCredo anche io che bisognerebbe creare un Europa unita come se fosse un enorme Stato, ma credo che tutto ciò, almeno per il momento, non sia possibile; uno per la grande vastità del territorio, due per le diverse esigenze che ogni singola nazione ha e per ultimo per la miriade di problemi che abbiamo su tutto il continente.