Cercherò di spiegare come si è arrivati alla crisi attuale.
La seconda Guerra Mondiale è stata vinta dall'Inghilterra, Stati Uniti, Russia e Francia, ma i veri vincitori sono stati gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Infatti il mondo si divise in due blocchi, quello occidentale e capitalistico capeggiato dagli Usa e quello orientale comunista egemonizzato dall' URSS.
Alla fine del conflitto, che era costato circa 50 milioni di morti, il vecchio continente era distrutto. Gli Stati uniti con grande lungimiranza fecero ripartire le economie tedesche, italiane, giapponesi con grandi aiuti e questo permise all'Europa di rinascere gradualmente.
Tutto questo fu fatto perché era necessario che l'Europa e principalmente la Germania, non cadessero sotto il comunismo ed inoltre era necessario che ci fosse una Europa ricca e forte che sfidasse gli URSS e i loro Stati satelliti.
L' Europa occidentale, con il modello capitalistico, riuscì a crescere. Prima grazie a barriere doganali a livello di singolo Stato e poi, grazie ad accordi fra i maggiori paesi, alla costituzione di zone di libero scambio come il MEC (mercato comune europeo) UE.
Malgrado il vecchio continente avesse perso la sua centralità le economie europee ebbero crescite e tenori di vita altissimi. Perché tutto questo? Perché in Europa si era instaurato un capitalismo sociale che aveva portato una buona ripartizione del reddito e un benessere crescente protetto da concorrenza extra europea. Ma soprattutto perché il fattore comunismo era una causa che limitava il perfetto funzionamento di questo modello. Si doveva assicurare un tenore di vita buono ai cittadini per paura che un suo peggioramento portasse instabilità sociale e quindi ad instaurazione di governi comunisti. L'Italia e la Germania ebbero nel dopo guerra delle grandi performance, maggiori di Francia e Inghilterra , Spagna ecc che dovettero subire la perdita delle loro colonie. Verso gli anni '70 ci fu una forte concorrenza del Giappone, ma ben presto l'occidente reagì con nuove tecnologie e con più idonee organizzazioni del lavoro unitamente con la messa in campo di misure protezionistiche. Infatti il Giappone, pur rimanendo una grande potenza industriale ed economica, entrò in una fase di non crescita.
Gli Stati comunisti invece non riuscirono a competere con l'occidente,infatti, oltre che essere delle dittature, non riuscirono ad assicurare un tenore di vita buono, fu infatti molto più basso rispetto a quello dei Paesi occidentali. Tutti i piani di sviluppo fallirono a causa dell'incapacità del comunismo di produrre con efficienza, di adeguarsi alle esigenze della gente, anche a causa dell'elevata corruzione. Comunque questi problemi si possono vedere anche qui da noi e precisamente nell'operato delle pubbliche amministrazioni, che producono servizi sempre carenti ed a costi elevati.
L' Italia, che era in prevalenza un paese agricolo con qualche eccellenza in settori industriali, riuscì a sviluppare una grande industria manifatturiera prevalentemente a nord, utilizzando in gran misura manodopera proveniente dal sud. Nel meridione invece, grazie ad una classe politica inetta, corrotta ed una borghesia non propensa al rischio ed ad un male epidemico, la mafia, non riuscì a cogliere l'opportunità di svilupparsi, malgrado gli enormi finanziamenti statali. La classe politica meridionale preferì la politica clientelare di offrire posti pubblici rinunciando allo sviluppo. Hanno fatto pari pari come la Grecia.
Il Veneto invece, che era la regione più povera del nord, riuscì, senza tanti aiuti dallo Stato ed in condizioni di netta inferiorità nei confronti delle due regioni a statuto speciale confinanti, Friuli Venezia Giulia e Trentino, a sviluppare gradualmente una fortissima economia industriale basata sulla media e piccola industria, basata soprattutto sull'export, fino a diventare una vera locomotiva di traino.
Anche in Europa ci furono dei momenti di crisi, ma erano di origine ciclica e sono stati facilmente superati, senza grandi traumi per i cittadini.
In questo contesto bipolare, le due ideologie si combatterono fortemente. Si viveva nel terrore di una guerra nucleare. La corsa agli armamenti tra URSS e USA furono eventi determinanti per la caduta del comunismo. Infatti le enormi risorse che dovevano essere investite in armamenti impoverirono soprattutto i paesi comunisti che avevano un' economia molto più debole di quella occidentale. Il presidente degli Stati Uniti, Reagan, col suo progetto di guerre stellari, sopportabile per il suo Paese, porto' l'Unione sovietica, nel suo tentativo di imitarlo, ad un impoverimento molto precario ed il comunismo cominciò ad andare in crisi, perché creava povertà, ingiustizie e mancanza di libertà
20 anni fa ci fu la caduta del comunismo simboleggiato dalla caduta del muro di Berlino e da questo momento cominciano i problemi per il mondo occidentale, problemi in gran parte voluti e prevedibili. Credo che mai una civiltà abbia contribuito in maniera così sistematica ad autodistruggersi, grazie allo stupidità della sua classe politica che si e' fidata dei suoi falsi tecno stregoni che avevano visto nella globalizzazione, nella libera circolazione delle merci, dei capitali e dei lavoratori, un modello di sviluppo capace di portare ricchezza, benessere e occupazione .
Alla caduta del comunismo contribuì non poco la destabilizzazione creata dagli USA, dagli enormi finanziamenti dati alla nomenclatura russa, che comincio' a portare ricchezza all'estero nelle banche svizzere.
La caduta del comunismo e quindi dell' Unione Sovietica, portò gli USA ad essere l'unica super potenza globale, un ruolo che non e' riuscita a gestire al meglio.
Prima della caduta del comunismo, si affaccio' alla ribalta l'economista Milton Friedman, che era contrario ad ogni intervento dello Stato nell'economia (pensiero isolato, ma che cominciò a farsi strada man mano che il comunismo mostrava la sua incapacità di produrre benessere), anzi, si spinse oltre, dichiarando il non ruolo sociale dell'impresa, ossia cambiando l'etica dell'attività economica che doveva operare solo allo scopo di creare profitti, senza preoccuparsi se tali profitti potevano andare contro l'interesse dei cittadini. E questo mi pare una conseguenza molto importante per spiegare l'attuale comportamento delle grandi imprese, delle multinazionali ecc . Queste teorie furono applicate ante caduta comunismo in America latina, come Argentina, Cile ecc. con conseguenze che ben conosciamo.
Nel post comunismo una buona parte degli economisti si avvicinarono al pensiero di Friedman .
L'unificazione della Germania fu contrastata dalla Francia ed Inghilterra perché c'era la paura fondata che una grande Germania avrebbe conquistato l'egemonia in Europa, cosa che effettivamente è avvenuta, tuttavia tra il cancelliere tedesco Kohl e il presidente francese Mitteran , ci fu un accordo. Si permetteva l' unificazione della Germania in cambio della sua rinuncia al Marco tedesco e l'introduzione di una moneta comune tra i paesi fondatori della UE. Tale moneta doveva avere un valore più basso del Marco e basato sul valore medio delle valute dei paesi, al fine di limitare il futuro strapotere economico della Germania. Questo a mio avviso fu un errore. Una moneta unica favorisce sempre il paese più efficiente, infatti da quando c'è stato l'euro e' stata la Germania ad esportare di piu' tra gli Stati euro, mettendo in crisi gli altri. Quando fu fondata la Banca Centrale Europea, già esistevano la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e gli altri organi, senza pero' avere uno stato federale. Questa Banca Centrale Europea aveva e continua ad avere il solo obbligo istituzionale di tenere a bada l' inflazione. Non era una vera banca centrale con il potere di fare politiche monetarie per lo sviluppo e di farsi garante dei debiti degli Stati. Queste limitazioni saranno un gravissimo ostacolo per risolvere la crisi attuale.
Proprio ora leggo dai giornali che Draghi ha dichiarato che il welfare europeo è morto. Bella novità.
Caduto il comunismo furono avviate in Inghilterra e Stati Uniti d'America politiche neo liberiste. Si crearono fondi di investimento in cui i cittadini potevano partecipare con somme modeste. Si liberalizzarono poi, prima negli Usa e poi in Europa gli scambi di merci, capitali, persone. In Europa questa liberalizzazione venne fatta da Prodi, in qualita' di Presidente della Commissione Europea. Questi provvedimenti, all'inizio, fecero aumentare il pil, perché si ebbe un aumento di scambi delle merci, dei capitali e la costituzione di nuovi posti di lavoro nel terziario. La Cina, l'India e altri paesi del sud est asiatico cominciarono a invadere l'occidente con le loro merci e nello stesso tempo iniziò il trasferimento di aziende europee in Asia.
Cominciò sia in Europa che in America la facile erogazione di credito per stimolare la domanda di beni di consumo, case, auto e altri beni ma con una differenza, rispetto al passato.
Prima un acquisto di casa pagata con mutuo comportava, di fronte ad una operazione reale (acquisto casa), due operazione finanziarie quali erogazione mutuo e approvvigionamento da parte della banca del capitale. Con capitalismo finanziario l'acquisto di una casa comportava sempre una transazione reale, ma molte di più transazioni finanziarie. Oltre all' erogazione del prestito e l' approvvigionamento dei capitali da parte della banca, l' assicurazione del mutuo contro rischi di insolvenza, la vendita del mutuo ad un' altra banca più grande per avere liquidità, a sua volta un' altra vendita per riperimento di liquidità, la ulteriore vendita del mutuo, il suo entrare in pacchetto finanziario costituito di garanzie reali, ecc...vi furono la vendita dell'assicurazione del mutuo nel mercato finanziario, e l'inserimento in un pacchetto a sua volta fonte di altre transazioni.
Come si è visto ad una operazione reale possono avvenire molte operazioni finanziarie.
Diciamo che negli Stati Uniti questo capitalismo finanziario si sviluppò di più che in Europa e in Italia, per fortuna, ebbe una limitata diffusione. Oltre oceano si cominciò, per avere più sviluppo sia nell'economia reale e soprattutto nel settore finanziario, a concedere prestiti a coloro che erano al di sotto dell'indice di affidabilità. Una banca, dato il numero dei mutuatari, fissa questo indice e un tasso di interesse che può coprire eventuali insolvenze.
Così, secondo dei modelli matematici, le piccole e medie banche, cominciarono a prestare soldi a chi era poco affidabile facendogli pagare un tasso di interesse maggiore rispetto agli affidabili per poi cedere questi mutui a banche più grandi, perché più si amplia il campione più il dato statistico si avvicina alla realtà. Il valore di cessione del prestito era tanto più basso quanto più basso era indice di affidabilità. Queste grandi banche che acquistavano i prestiti li impacchettavano e li rivendevano nel mercato e così via. Ad un certo punto, per effetto anche della concorrenza asiatica, molti debitori persero il posto di lavoro e le insolvenze andarono oltre il previsto dando luogo alla crisi che fu chiamata del sub prime. Sappiamo del fallimento dei colossi bancari americani e delle migliaia dei disoccupati che ci furono. Il governo americano fece fronte a questa crisi dando alle banche restanti enormi capitali attraverso prestiti federali ed emissioni di nuova moneta, tramite la banca centrale. Questi interventi salvarono l'economia, ma fecero aumentare il debito pubblico degli stati uniti. Mai ci fu una politica keynesiana maggiore. Non si procedette, come si tenta ora in Europa, tramite aumento tasse e taglio della spesa, altrimenti ci sarebbe stato il crollo dell'economia. In questa operazione intervenne anche la Cina, comprando enormi quantità di dollari e debito pubblico americano. La Cina fece questo per sostenere il dollaro e la sua capacità di esportare negli Stati Uniti. Una cosa buona sarebbe stata la nazionalizzazione delle banche salvate, perché queste continuano ancora a speculare. Il liberalismo finanziario che aveva creato grande ricchezza soprattutto alla finanza, ebbe bisogno dei più massicci interventi statali che la storia ricordi.
La crisi si sposto' poi in Europa colpendo principalmente l'Inghilterra, Spagna, Irlanda, ecc, appunto quei Paesi che più ricorsero al capitalismo finanziario.
Questi Paesi furono anche quelli che più incrementarono il loro prodotto interno lordo, perché in questo campo non subirono la concorrenza asiatica come quei paesi che restarono principalmente industriali, come Germania ed Italia. La Germania fu lo Stato che più esportò nell'area UE grazie alla sua efficienza. L' Italia ebbe un bassa crescita e non approfitto' per ridurre il suo debito pubblico, grazie ai politici corrotti e un sud in gran parte tenuto in piedi grazie alla pubblica amministrazione e trasferimenti dal nord. Crebbe invece a ritmi alti il nord est grazie alla piccola-media industria, che produceva per la Germania e paesi extra UE, ma in condizioni di estrema efficienza, simili a quelli giapponesi, senza pero' poter avere un adeguato accumulo patrimoniale per l'elevata tassazione.
La globalizzazione senza regole andò a minare le aziende del nord Italia che cominciarono a perdere competitività. Soluzioni: delocalizzazioni o impiego di manodopera a basso costo e precaria. Questa manodopera a basso costo comporto' anche il graduale declino del sistema industriale italiano. Un imprenditore preferisce agli investimenti per innovazioni o rimodernamento tecnologico, se possibile, la manodopera a basso costo, per cui e' proprio il basso costo del lavoro che avvia il declino. Gli stipendi devono sempre permettere un buon livello di vita, perché così c'è la convenienza di recuperare produttività e nello stesso tempo di creare presupposti per lo sviluppo.
Questa crisi gradualmente si propagò in tutta Europa compresa Italia, per caduta export nei paesi dell' area dollaro, per caduta borsa ed ulteriore indebitamento per calo produzione, disoccupazione, cassa integrazione ecc.
La Grecia che aveva l'economia più debole, tanti statali, pensione ecc, in rapporto al pil fu aggredita dalla speculazione. Le misure fortemente restrittive che le sono state imposte dall'Europa peggiorarono la crisi e sappiamo cosa e' successo, affamando il popolo. Anche il debito pubblico dell'Italia fu aggredito dalla speculazione portando lo spread a quei livelli che ben conosciamo e con l'ascesa di Monti che ha preso misure restrittive che a mio avviso portano alla recessione e quindi più miseria, più disoccupazione ecc.
Certamente in Italia c'è stata una classe politica sprecona, incapace e corrotta. La crisi italiana ed europea doveva essere superata emettendo eurobond e facendo in modo che la banca centrale avesse la possibilità di difendere i debiti pubblici nazionali e nello stesso tempo imponendo ristrutturazioni alla pubblica amministrazione e fare tutte quelle riforme necessarie per avere più competitività. Sappiamo che la Germania e la Francia si sono opposte. Speriamo che in seguito si possa arrivare ad una maggior governance europea.
E' necessario (o meglio imperativo) rivedere la globalizzazione. Bisogna limitare l'importazione delle merci dall'Asia, costringendola a rispettare regole che assicurino minor sfruttamento della manodopera, minor inquinamento ecc, come pure regolamentare in maniera più restrittiva i movimenti di capitali, le delocalizzazione, le borse ecc. Per far questo c'è bisogno di una classe politica europea nuova, che si dia questi obbiettivi nell'ambito di un' Europa più unita.
Luciano Gatto - economista-
Nessun commento:
Posta un commento