Napoli, 22 feb. - (Adnkronos) - "La proposta lanciata dal presidente Caldoro di istituire un fondo di garanzia nazionale non penalizza il Nord, ma e' uno strumento utile per riequilibrare le risorse di cui dispone il Paese. Si concentrerebbero cosi' i fondi comunque congelati, quindi inutilizzabili anche dagli enti locali settentrionali, sotto la regia e quindi la tutela dello Stato". Lo dichiara il capogruppo vicario del Pdl in Consiglio regionale della Campania, Daniela Nugnes.
"Stupisce - aggiunge - la incredibile faziosita' con la quale alcune testate del nord traducano quello che e' uno strumento in sostegno alle imprese ed ai lavoratori in una occasione per 'rapinare' risorse. Delle due l'una: forse a chi lancia accuse di tale portata non e' ben chiaro il meccanismo che si andrebbe a realizzare con il fondo, in questo caso prima di dedicare prime pagine di giornali bisognerebbe documentarsi e siamo pronti a spiegare ai colleghi settentrionali meccanismi che a loro forse sfuggono".
"Forse, cosa piu' probabile, l'attacco e' solo l'ulteriore riprova di un nord che, nonostante gli ingenti sostegni economici ricevuti da sempre anche in misura maggiore del Mezzogiorno, oggi si barrica dietro posizioni strumentali per non perdere privilegi e fomentare divisioni nel Paese, basate su piedi d'argilla", conclude Nugnes.
Mi permetto di intervenire in merito alle dichiarazioni del Governatore della Campania, in pratica questo signore, che governa quel pozzo senza fondo chiamato "Regione Campania", in nome di una oggi più che mai fantomatica "unità del paese" vorrebbe usare i quattrini dei comuni virtuosi del Nord congelati a causa del patto di stabilità (circa 10 miliardi di euro) per pagare i debiti che lui ed i suoi colleghi spreconi del Sud hanno creato e continuano ad incrementare.
Le parole di Caldoro evidenziano una sinistra e quanto mai preoccupante assonanza con le disposizioni, inserite dal governo Monti tra le righe del "decreto liberalizzazioni", che (in nome della "tutela dell'unità economica della Repubblica") mettono una pietra tombale sull'autonomia finanziaria degli enti locali e con un colpo di mano cancellano le tesorerie comunali obbligando i sindaci a far confluire le risorse alla tesoreria unica dello Stato.
Credo che idee e norme come queste siano uno schiaffo in faccia a tutti quegli amministratori dei comuni che lottano quotidianamente contro i tagli e le vessazioni di questo stato centralista, sforzandosi di garantire ai propri cittadini i servizi essenziali. Amministratori che, a prescindere dal colore politico, dovrebbero scendere in piazza in massa per difendere i diritti dei loro Comuni e della loro gente.
Severino Damiolini
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