Maroni Presidente

mercoledì 29 febbraio 2012

Virtuosismi e Vizi

CRONACA VERA - Come (mal) funziona l'Italia:


Anche oggi sui giornali si legge la richiesta di aiuto da parte delle piccole e medie imprese e dei loro lavoratori. Il problema di fondo è l’elevato costo del lavoro che non permette ai salari di aumentare. Insomma un circolo vizioso dal quale sembra non si riesca ad uscire. L’attuale governo chiede sacrifici ai soliti “piccoli”, il fatto è che sia la maggior parte delle imprese che i lavoratori fanno parte di questa categoria, il risultato è una morsa che soffoca entrambe le parti non lasciando sfogo.

E’ sembrato accorgersene il “re della moda” Giorgio Armani, che con la sua impresa mondiale (oggi denominata GA OPERATIONS) ha deciso di regalare ai propri dipendenti 1.000 euro in busta paga a Natale che sono andati a sommarsi a tredicesima e regali.

Sicuramente non si può chiedere alle nostre imprese artigiane di arrivare a questo (Armani ha dichiarato un utile di 620 milioni di euro), ma forse, lo sforzo potrebbero imitarlo le grandi realtà.

Il 2012 si prospetta come un anno pieno di sacrifici, le menti più positive arrivano ad affermare che superato questo momento, ciò che ne seguirà sarà sotto il segno dell’aumento.



Non solo piccole realtà industriali e artigiane sono sotto assedio, ma anche i nostri comuni. Presi per il collo dal patto di stabilità che non permette loro lo sviluppo. Nulla si muove, il governo è certo della bontà del patto, che invece, è una mera manovra di bilancio per mantenere in attivo i conti dello Stato.

Senza patto i comuni potrebbero ripartire dando lavoro e creando attrattive nei paesi.

Perché è anche questo che manca, è questo che ha allontanato i cittadini dal loro paese facendoli rifugiare in centri commerciali soffocanti. Manca la ricerca di novità, così come manca nelle grandi imprese la voce Ricerca e Sviluppo nel bilancio così manca anche nei paesi. Inventiva, voglia di fare, di correre un piccolo rischio per sviluppare nuove realtà.

Si necessita di novità, l’andamento in positivo lo conseguirà chi riuscirà ad “inventare”. I tempi dell’ozio sono finiti, i momenti in poltrona davanti alla tv devono essere accantonati, serve tornare a ragionare, ad “accendere la lampadina” se non si vuole continuare a restare ancora nel buio.



Marianna Archetti

giovedì 23 febbraio 2012

Proposta indecente "Fondo per l' unità d'Italia"


Napoli, 22 feb. - (Adnkronos) - "La proposta lanciata dal presidente Caldoro di istituire un fondo di garanzia nazionale non penalizza il Nord, ma e' uno strumento utile per riequilibrare le risorse di cui dispone il Paese. Si concentrerebbero cosi' i fondi comunque congelati, quindi inutilizzabili anche dagli enti locali settentrionali, sotto la regia e quindi la tutela dello Stato". Lo dichiara il capogruppo vicario del Pdl in Consiglio regionale della Campania, Daniela Nugnes.
"Stupisce - aggiunge - la incredibile faziosita' con la quale alcune testate del nord traducano quello che e' uno strumento in sostegno alle imprese ed ai lavoratori in una occasione per 'rapinare' risorse. Delle due l'una: forse a chi lancia accuse di tale portata non e' ben chiaro il meccanismo che si andrebbe a realizzare con il fondo, in questo caso prima di dedicare prime pagine di giornali bisognerebbe documentarsi e siamo pronti a spiegare ai colleghi settentrionali meccanismi che a loro forse sfuggono".
"Forse, cosa piu' probabile, l'attacco e' solo l'ulteriore riprova di un nord che, nonostante gli ingenti sostegni economici ricevuti da sempre anche in misura maggiore del Mezzogiorno, oggi si barrica dietro posizioni strumentali per non perdere privilegi e fomentare divisioni nel Paese, basate su piedi d'argilla", conclude Nugnes.


Mi permetto di intervenire in merito alle dichiarazioni del Governatore della Campania, in pratica questo signore, che governa quel pozzo senza fondo chiamato "Regione Campania", in nome di una oggi più che mai fantomatica "unità del paese" vorrebbe usare i quattrini dei comuni virtuosi del Nord congelati a causa del patto di stabilità (circa 10 miliardi di euro) per pagare i debiti che lui ed i suoi colleghi spreconi del Sud hanno creato e continuano ad incrementare.
Le parole di Caldoro evidenziano una sinistra e quanto mai preoccupante assonanza con le disposizioni, inserite dal governo Monti tra le righe del "decreto liberalizzazioni", che (in nome della "tutela dell'unità economica della Repubblica")  mettono una pietra tombale sull'autonomia finanziaria degli enti locali e con un colpo di mano cancellano le tesorerie comunali obbligando i sindaci a far confluire le risorse alla tesoreria unica dello Stato. 
Credo che idee e norme come queste siano uno schiaffo in  faccia a tutti quegli amministratori dei comuni che lottano quotidianamente contro i tagli e le vessazioni di questo stato centralista, sforzandosi di garantire ai propri cittadini i servizi essenziali. Amministratori che, a prescindere dal colore politico, dovrebbero scendere in piazza in massa per difendere i diritti dei loro Comuni e della loro gente.

Severino Damiolini

martedì 21 febbraio 2012

Cartello "choc" a Vicenza



"Siamo spiacenti ma per maleducazione e non rispetto delle regole, vietato entrare ai zingari!". Questo il cartello choc (con la postilla: "Non per razzismo") apparso sulla vetrina di un negozio in piena centro a Vicenza. "L'ho messo io quel cartello, qualche giorno fa", ha spiegato la commessa dell'esercizio a Il Giornale di Vicenza. E poi aggiunge: "Non ce la faccio più. Gli zingari entrano in negozio in otto, o dieci, o anche di più; sono sempre gli stessi e hanno sempre dei bambini con loro, che vanno in giro per il bazar. Io non riesco a controllarli e poi, ogni volta, rubano". La ragazza spiega così che le visite dei rom sono pressoché quotidiane: "Sono sola, non posso inseguirli. A fine marzo chiuderemo l'attività, non ce la facciamo. Adesso svendo tutto e per certi prodotti incasso meno di quanto ho speso per comprarli, non posso anche accettare che me li rubino... So che questo è un luogo aperto al pubblico e so cosa può pensare la gente. Ma no, non sono razzista. Sono marocchina - conclude -, vivo qui da 12 anni e so che esistono le regole e le rispetto".
L'Unar ha aperto un'istruttoria sulla vicenda del cartello e chiede all'Amministrazione comunale di intervenire con immediatezza affinchè sia rimosso. Ne dà notizia, in una nota, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della presidenza del Consiglio. ''Non c'è bisogno di commentare iniziative come queste - dichiara il direttore dell'Unar Massimiliano Monnanni - basta semplicemente applicare la normativa vigente, secondo cui ogni comportamento del genere configura una discriminazione diretta vietata dalla normativa antidiscriminatoria europea recepita dall'Italia fin dal 2003. Invitiamo pertanto gli organismi competenti dell'Amministrazione comunale a provvedere quanto prima alla rimozione del cartello". 
''Il nostro Paese - sottolinea Monnanni - ha scelto con convinzione la strada dell'inclusione sociale dellecomunità Rom e Sinte e ne è prova la strategia nazionale che proprio in questi giorni sta per essere varata in adempimento di una decisione comune assunta in sede europea. L'Unar, anche nella sua veste di punto di contatto nazionale per la strategia di inclusione dei Rom, come peraltro sempre accaduto - assicura - non mancherà di monitorare e contrastare ogni episodio di potenziale discriminazione etnica o razziale''. 

sabato 18 febbraio 2012

RAI: Nuovo canone per le imprese che possiedono un PC o Smartphone



La Rai ha inviato un’ingiunzione di pagamento a 9 milioni di imprese chiedendo il pagamento del canone su qualsiasi apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo, basta che nel negozio e nello studio professionale ci sia un computer, oppure un semplice monitor, uno smartphone, un iPad, un qualsiasi strumento atto o adattabile a ricevere le trasmissioni tv, anche se non collegato ad Internet. Il “canone speciale” di abbonamento costerà dai 200 ai 6mila euro l’anno, a seconda della tipologia, per un salasso sul sistema produttivo di oltre un miliardo di euro l’anno. Ma imprese e associazioni di consumatori non ci stanno e parte la rivolta.

 La RAI lo può fare — e lo sta facendo — riesumando, interpretando ed adattando ai tempi norme del Ventennio Fascista fino ad oggi trascurate (il Regio Decreto Legge 246/1938 e il Decreto Legislativo Luogotenziale 458/1944), che stabiliscono l’obbligo del pagamento di un canone a carico di chi “detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”. Migliaia di negozianti e studi professionali, piccole imprese, medici di base, farmacisti, veterinari stanno così ricevendo in queste ore il perentorio sollecito a pagare il canone Rai speciale sul presupposto che posseggano almeno un computer. Ed è dal 2007 che l’Aduc si sbatte invano presso Rai, autorità fiscali e persino il Parlamento (sei interrogazioni) per sapere se siano obbligati a pagare anche i turisti stranieri che varcano il confine con uno smarthphone o un iPad atto a ricevere le trasmissioni Rai. Nessuna risposta certe. Ma intanto arrivano i bollettini da pagare e le categoria sono in rivolta.
La protesta, contro un balzello che si stima valga 980 milioni di euro, sale dalla Toscana ma sta pervadendo tutte le regioni d’Italia. Confartigianato Firenze ha promosso una raccolta di firme contro il decreto. Alcuni sindacati invitano gli associati a non pagare. E intanto il sollecito sta arrivando a veterinari, studi e laboratori medici, farmacie. Lo hanno ricevuto per la prima volta ciascuna delle 16 sedi Confesercenti della provincia di Firenze, per un totale di 3.700 euro, dalla sede centrale di piazza Pier Vettori fino al più periferico degli uffici dove non c’è tv ma solo qualche scassato computer. 
Poco importa che computer e telefoni siano strumento di lavoro e che la connessione internet sia obbligatoria per chi lavora con la pubblica amministrazione, a contare è solo un’opportunità di far cassa sulle spalle delle imprese (da 200,91 a 6.696,32 euro/anno di canone tv per ognuno degli oltre 9 milioni di imprese e professionisti esistenti) enorme ed indecente, tanto per il periodo di crisi ed i sacrifici imposti dal governo alle imprese, quanto per l’insensatezza di un’imposta basata sull’ipotesi e la possibilità d’accesso, piuttosto che sull’utilizzo reale di un servizio.
Ma questi della RAI cosa credono ?  Che imprenditori e dipendenti, usino il computer per guardare fiction o partite di calcio in orario di lavoro??? Dovrebbero solo VERGOGNARSI ! 
Robe da matti.

mercoledì 15 febbraio 2012

Sindaci: Soldi pubblici per pagare qualcuno per stare su Facebook !

Ci sono gruppi su Facebook che ironizzano sul fatto che il social network sia diventato un secondo lavoro per molti utenti, i quali occupano parecchie ore al giorno a pubblicare link,aggiornare stati o chattare con amici ritrovati; c'è anche chi, particolarmente internet-dipendente, sogna di essere pagato in base alle ore che trascorre su facebook.
Per alcuni questo non è un sogno, ma una realtà. Basta curare l’immagine e fare propaganda sul social network a favore di un candidato sindaco di centro-sinistra, e quest’ultimo, se eletto, in segno di riconoscenza premia il fedele scudiero con un posto di lavoro retribuito. Ma non una mansione qualunque, proprio quella dei sogni di molti internauti: il “consulente Facebook”.
Abbiamo già visto che Giuliano Pisapia l’ha già fatto, assumendo un "incaricato Facebook e Twitter" per SOLI 8000 euro al mese!

Ma “l’addetto alle pagine Facebook” non è un’invenzione del nuovo sindaco di Milano. O meglio non solo sua.
C’è un altro sindaco, sempre di centro-sinistra, che ha tirato fuori dal cilindro qualcosa di simile. Si chiama Roberto Cosolini, è stato eletto a Trieste, ed in campagna elettorale spopolava sul popolare social  network grazie a due suoi fedeli elettori: Enrico Maria Milic ed Enrico Marchetto. Uno dei due, o forse entrambi, sarà premiato con un posto di lavoro in Comune, retribuito con soldi pubblici. Si occuperà di “progettazione e amministrazione della comunità virtuale del Comune” (!!), come da delibera approvata a fine settembre. La retribuzione? 24.000 euro lordi all’anno. Non generosa come i 24.000 euro in tre mesi elargiti dalla Giunta Pisapia al fortunato “addetto alle pagine Facebook”, ma in ogni caso un discreto stipendio per chi non deve fare altro che stare sul social network. Come fanno in molti, per hobby e senza essere pagati. Pubblicando anche link politici pur sapendo di non avere alcun tornaconto.Il sindaco di Trieste però di fantasia ne ha davvero tanta, ed oltre al consulente di Facebook ha inventato anche un’altra figura, quella dell’”esperto in energie alternative”, che sarà pagato nientemeno che 70.000 euro in due anni.Chiariamo, per quanto riguarda il “consulente Facebook”, per ora è stata solo approvata la delibera con impegno di spesa, ma ancora non c’è stata alcuna assunzione ufficiale. Sono scoppiate le polemiche, è stato inaugurato un toto-consulente che si riduce alle due figure di cui sopra, Milic e Marchetto. E se ne parla. Dove? Ovviamente su FacebookC’è crisi, è tempo di tagliare i bilanci. Ma assumere gli amici che hanno aiutato in campagna elettorale, inventando incarichi particolari, è un privilegio di cui le Giunte di centro-sinistra  non possono fare a meno.
E lo spreco di soldi non termina qui, a quanto pare anche il sindaco di Barletta (La Destra) Nicola Maffei, paga ben 30.000 euro l'anno un' addetta per aggiornare e curare la sua pagina pagina persona di Facebook, in pratica i contribuenti barlettani sono tenuti a pagare di tasca loro una persona per fare quello che normalmente ognuno di noi fa durante il suo tempo libero, non sarebbe meglio per tutti questi comuni utilizzare i soldi per qualcosa di più concreto? Ad esempio fornire o migliorare i servizi, dare agevolazioni alle famigliemeno abbienti, aiutare gli anziani che non arrivano a fine mese, incrementare i servizi sociali, ce ne sono di cose che se ne possono fare e io ne ho elencate pochissime in quanto "umile cittadino" di certo non ho la competenza che invece dovreste avere voi altri, o meglio, a leggere quello che ho scritto e quello che voi fate forse ne ho molta più di voi ! 

lunedì 6 febbraio 2012

Ambiente, un bene MONDIALE e di TUTTI


Oggi mi sento particolarmente di animo ecologista e anche se questo post non è molto coerente con il titolo del blog Cronaca del Nord mi sento di doverlo scrivere comunque perché è un argomento che in maniera indiretta tocca tutti noi, perché l'argomento in questione è l'AMBIENTE.
Io dico, tutti i santi giorni faccio la raccolta differenziata, separo la carta, l'organico, la plastica, l'indifferenziata (ben poca) ecc... e poi cosa mi trovo scritto sul giornale??
Nessuno ne parla, ma a dicembre il Senato brasiliano ha votato una legge che, se approvata dalla Camera, rischia di avere impatti fatali sulla foresta amazzonica e, di conseguenza, sull'ecosistema mondiale.
Questa legge condona tutte le multe date alle multinazionali che hanno disboscato selvaggiamente la foresta pluviale e contiene una norma che aumenta lo spazio nel quale sarà possibile disboscare legalmente per scopi edilizi!
Una decisione che ha scatenato l'ira degli ecologisti (e mia). Questa legge ridurrà drasticamente lo spazio verde e di conseguenza farà aumentare le emissioni di CO2.
Ovviamente il governo nega tutto e si difende dicendo che è un modo per limitare i disboscamenti abusivi e incentiva il recupero delle aree gestite illegalmente, ma chi ci crede !?!?!?!?
La cosa che fa più girare le balle è che 2 anni fa, il presidente del Brasile Dilma Vana Roussef si era presentata alle elezioni promettendo la riduzione della deforestazione dell' 80% entro il 2020, sinceramente questo non mi sembra il primo grande passo che va in quella direzione.
Secondo il WWF continuando a ritardare le misure necessarie perderemo 124,7 milioni di ettari di foreste entro il 2030 (praticamente una superficie maggiore dell'Italia, Germania e Spagna messe assieme!)
Un ritardo di 10 anni significherebbe la perdita del doppio delle foreste entro il 2030, sacrificando almeno 69 milioni di ettari in tutto il mondo e il conseguente sprigionamento nell'atmosfera di 24 gigatonnellate di CO2.
Possibile che quella gente di merda non si renda conto che in questo mondo non ci vivono solo gli altri ma ci vivono anche loro !? Avranno figli a cui pensare e sanno i disastri che fanno continuando con questa politica del menefreghismo.
La foresta pluviale ha bisogno di alberi per continuare a rimanere una foresta, per darci ogni giorno ossigeno, per dare una casa agli animali che la popolano, per farci VIVERE ! Rifletteteci.

mercoledì 1 febbraio 2012

Bufala sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari



In questi giorni i quotidiani on line e i tg rilanciano pomposamente la notizia che i deputati si sarebbero ridotti lo stipendio di 1300 euro lordi (700 netti al mese). La notizia in realtà è una bufala (o quasi) perché la busta paga degli onorevoli rimarrà intatta nonostante la decisione dell’ufficio di presidenza della Camera scaturita dopo mesi d polemiche e di annunci con cui si dichiarava di voler riportare le indennità dei parlamentari italiani alle medie europei. 
A svelare il gioco di prestigio messo in atto dalla Casta per salvare le apparenze, ma senza ridursi lo stipendio, è il giornalista Franco Bechis: “Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali dei parlamentari -scrive Bechis- che sono scattate dal primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perchè non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). 
La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga. Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento.”
Insomma continuano a prenderci in giro.
Badate bene dunque, NON SI SONO RIDOTTI LO STIPENDIO, HANNO RINUNCIATO SOLO AD UN ULTERIORE AUMENTO !