CRONACA VERA
COME (MAL)FUNZIONA L'ITALIA
-Lotta all’evasione fiscale: è vero l’evasione è un problema persistente ma poco fa la lotta contro l’euro di pane non battuto nello scontrino del fornaio (1euro x 4%Iva = 0,04euro!) ma sono le grandi realtà quelle da controllare, le grandi imprese, coloro che hanno contratti milionari (es. sportivi), il sistema bancario. Invece, ancora, si cerca di spremere le piccole realtà perché avendo “paura” pagano subito.
-Limitazione dei costi politici. Bene ha detto il sindaco di bandiera Pd, Matteo Renzi, andando a rimarcare motivazioni già date dalla Lega Nord (1996 devolution): I costi della politica sono alti, ma la diminuzione dei parlamentari non sana il bilancio, porta però a limitare i punti di riferimento del governo dando più evidenza ai politici che restano e fanno.
-Aumento dei servizi: ma i servizi offerti ai cittadini sono pochi rispetto alle tasse pagate. O meglio, al Nord sono insufficienti rispetto all’esborso di tasse. In Italia sono gestiti male. Inutile far riferimento a modelli dell’eccellenza dei paesi scandinavi, perfetti ma poco applicabili nel nostro paese. Il perché è presto detto: L’Italia è divisa in 2 parti e viaggia a 2 velocità (è risaputo), inoltre è caratterizzata da piccole/medie imprese, realtà che nessuno stato ha in comune con noi, tantomeno la Scandinavia formata per lo più da grandi realtà.
Da cosa è nata la crisi? Da cause diverse e concatenanti:
-Dal sistema bancario e finanziario assolutamente sì, e ci si poteva accorgere? Forse, o forse ormai si era entrati in un meccanismo di non ritorno. Alcuni economisti paragonano questa crisi a quella del 1929 dovuta al crollo della borsa di Wall Street. Se non si impara dagli errori si ripetono.
-Dal consumismo parola (adorata dalla sinistra) che riprendo per evidenziare la voglia di vivere meglio che ha spinto tutti a spendere più delle proprie possibilità; rate per i viaggi, rate per le auto, rate per i mobili, rate per l’ elettrodomestico…(le ristrettezze ormai andavano strette, sbeffeggiate anche da visioni televisive che facevano ben sperare). Quello che più spaventa è che i prestiti per pagare i prestiti sono stati causa di suicidi non molti anni fa in Cina.
-Dalla mala gestione: e qui il riferimento non si può evitare per il sud Italia. Di pochi giorni fa (Report 30 ottobre 2011) è la notizia che i fondi stanziati per la ricostruzione delle scuole nelle zone terremotate dell’Abruzzo (circa 240 milioni di euro) sono stati richiesti e assegnati a scuole dell’Abruzzo si, ma che non hanno subito danni dal terremoto. Nessuno controlla.
Il risultato è uno scontento generale, ma soprattutto del Nord del paese su cui grava il peso delle inefficienze del sud. L’ Italia a due velocità si vuole far funzionare in modo uniforme, ma questo ha implicato un rallentamento e oppressione della zona settentrionale per trainare quella meridionale, mentre la via migliore, al contrario, sarebbe prendere ad esempio gli efficienti (nord) per riuscire a migliorare chi crea problemi (il sud).
Ma come si può pensare che non vengano fatti favoritismi se la maggior parte dei politici, dei dirigenti pubblici, dei magistrati è nato e vive nel sud Italia? Se le istituzioni rimangono al Sud?
Il braccio al Nord, la mente al Sud, produce il Nord, fa le scelte il Sud.
Come potrà mai cambiare qualcosa?
Questo è il paese in cui viviamo.
Marianna Archetti
Premetto che la seguente risposta sarà disponibile anche sul tuo blog, per non privare gli interessati di una piccola, ma precisa delucidazione. Postilla: l'italiano che insegnano nelle scuole del sud prevede particolari regole di punteggiatura, ortografia e, ove possibile, di eleganza stilistica. Inoltre, al Sud insegnano che la regione comunemente indicata col nome di Abruzzo appartiene all'Italia centrale. Detto ciò, passo alla esposizione della mia, personale e, sottolineo, fondata opinione. Non amo appesantire i discorsi di natura storica, ma la precisione va osservata. L'ex Regno delle due Sicilie, al momento dell'unione d'Italia, era una dei regni più ricchi di tutta Europa. A ciò va aggiunto lo stato avanzato della burocrazia, nonché della tecnologia (a titolo esemplificativo, cito la prima rete ferroviaria, la Napoli-Portici); di notevole rilevanza è il premio assegnato al regno in questione nel 1856, in quanto terzo stato più sviluppato del mondo (primo in Italia). La sua ricchezza ispirò il regno sabaudo, su cui gravava una crisi economica di origine bellica riconducibile anche alla miopia della dinastia regnante (ricordo che i Savoia hanno inventato leggendariamente le proprie origini regali, seguendo una moda che fa capo a Romolo e Remo, presunti discendenti di Enea), ad invadere il meridione, grazie ai finanziamenti della massoneria inglese (guidata da Palmerston), per impossessarsi dei tesori custoditi dal Banco di Napoli. A quel tempo, dunque, gli abitanti del "Nord" vivevano in uno stato "inefficiente", che verrà sfortunatamente esteso al resto della penisola. La questione meridionale, così chiamata da Billia, si consolidò grazie al tentativo giolittiano di costruire una intesa trasversale. In soldoni, Giolitti decise di non depotenziare i grandi latifondisti del meridione, bensì strinse con loro accordi per assicurarsi i consensi autoctoni. Dunque, i "sudditi" meridionali si ritrovarono ad essere "cittadini" senza governo (altro esempio: la mancata distribuzione di terre, promessa da Garibaldi, stranamente mancò, e provocò la rivolta di Bronte).In assenza dell'autorità statale, presero piede il brigantaggio e le associazioni mafiose. Un ulteriore miopia giolittiana, e non solo, fu l'eliminazione della fiorente industria meridionale, trasferita entro il triangolo Milano-Torino-Genova. Ecco spiegate la diversa "velocità" e la "mal gestione". Naturalmente, i governi succeduti a Giolitti fino ad oggi non hanno mai finanziato la crescita del Mezzogiorno; infatti, sono stati stanziati "sussidi" e non finanziamenti, gestiti dal "governo" supplente, meglio noto come mafia. Per quanto concerne la "creazione dei problemi", ci tengo a rammentare che le più recenti indagini statistiche hanno evidenziato una maggiore percentuale (sia in numero di evadenti che in denaro totale evaso) di evasori concentrata nel Veneto(se non sbaglio, tale regione appartiene al Nord-Est e rappresenta la roccaforte della Lega Nord, quella sorta di organizzazione politica finalizzata all'attacco alle mafie e all'evasione fiscale). Piccola nota sulla Lega Nord: essa, similmente alle costruzioni metafisiche, attecchisce sulla gente poco istruita (da notare come le percentuali delle adesioni aumentino nei paesi di montagna, con una maggiore percentuale di persone poco istruite). Per la moda leggendaria di cui sopra, alcuni fondatori dichiararono di "fondarsi" sull'idea di federalismo di Carlo Cattaneo, atta, a loro dire, a garantire la floridezza del singolo.
RispondiEliminaAltra precisazione: Carlo Cattaneo aveva proposto un federalismo atto alla livellazione economica (ovvero al raggiungimento di una eguale velocità) di tutte le regioni, condizione che avrebbe consentito la creazione di uno stato unitario. Avvertimento: potreste notare delle fondamentali differenze ideologiche, ma non preoccupatevi! L'istruzione del capopartito e dei suoi membri riusciranno a convincervi con falsa retorica e con termini coloriti (solitamente verdi), con inni dei quali non conoscono minimamente la storia. Altro controesempio: la Lega Nord professa la propria lotta alla mafia, eppure, come sottolineato da Saviano, ha preso accordi con la camorra per lo smaltimento dei rifiuti "padani"; inoltre, come saprete già, un numero sempre maggiori di comuni guidati dalla Lega viene sciolto per "infiltrazione mafiosa" (vi assicuro che i facenti parti parlano perfettamente il dialetto locale).Tutto questo panegirico intende ricordare a tutti quanti il principio di "unità" dello stato repubblicano italiano, non casuale, e invita gli interessati a guardare le proprie responsabilità, prima di voltarsi verso lo xenos (lo straniero), termine dal quale deriva la parola xenofobia. P.S. Daniele Minniti, terùn da innumerevoli generazioni.
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RispondiEliminaSenti un pò terù...se vuoi sapere qualcosa di Carlo Cattaneo e del federalismo ti consiglio di cercare in rete le lezioni del Prof.Stefano B. Galli.. cosi ti chiarisci un pò le idee....
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